Ieri sono andato a vedere il film in questione, e ne sono stato piacevolmente colpito. Aveva una maniera tutta sua, estranea ai tempi, di discutere di terrore, di imperialismo, di dittature e di ribellione, priva di noglobalismi e di piagnistei liberali. Una maniera che viene dal passato (il fumetto, mi pare, risale al 1985). Non so se ve lo ricordate, ma allora le dittature erano una cosa del passato, non una paranoia come oggi. Allora si aveva ancora paura che venisse giù l'inverno nucleare, che testate strategiche azzerassero il nostro mondo, consumista o comunista che fosse. Io sono cresciuto con la paura del conflitto globale, della cancellazione, del Giorno Dopo. Sono cresciuto guardando Conan (il cartone giapponese, ma anche il barbaro, che però non c'entra ;-P). L'originale di fatti verteva sulla paura della guerra atomica, su questo fantomatico Giorno Dopo, ma le paure nel film sono state rese più attuali.
Oggi non abbiamo più la paura di veder finire il nostro mondo in un attimo, abbiamo il terrore di vederlo scivolare via un pezzo alla volta, prima la libertà, poi la comodità, e infine la vita stessa, in una lunga, terrorizzante agonia.
Questo terrore vive sotto la nostra superficialità. Noi tutti crediamo che si tratti di un gioco, magari perverso, ma un gioco. Le elezioni, gli scontri in tv, Prodi, Berlusconi, Bertinotti. E infatti il film di ieri mi ha ricordato proprio questo allucinante punto focale della nostra condizione di alienati perenni. La protagonista parla dei suoi genitori epurati e non può nascondere il rancore di chi si trova da solo, il rancore dei vivi verso i morti. Dice a V (il mascherato, ironico ma spaventosamente serio protagonista): "Mio padre non voleva andarsene. Diceva che così loro avrebbero vinto. Vinto... come si trattasse di un gioco, capisci? Per loro la politica era un gioco".
Cristo, la politica non è un gioco. Quando ci sono in gioco i beni fondamentali, quelli che la nostra costituzione dovrebbe proteggere... quando c'è in gioco la vita vostra e dei vostri discendenti se mai uno di voi dovesse riprodursi (con la tendenza di oggi a non procreare, lo vedo meno probabile di quanto legittimamente sia da credere). Quando la merda colpisce la ventola (stupenda espressione anglosassone per dire "quando il gioco si fa duro...") la gente muore. E' bello fare dimostrazioni, sfilare per la pace, manifestare. Non serve a un cazzo. I metodi del dialogo civile non servono a niente contro qualcuno che è perfettamente disposto a vedere morto o schiacciato ogni possibile avversario. Non serve a un cazzo "cercare di capire le ragioni" di chi ti vuole togliere la libertà. In Italia possiamo ancora vantare un dialogo civile con le forze politiche ora al potere. Sta anche a noi cittadini cercare di impedire che degeneri. E se degenerasse? Potrebbe davvero succedere?
Beh, può sempre succedere. Se finiamo in una dittatura, in una guerra civile o in uno stato di emergenza permanente, se ci attaccano dall'esterno o dall'interno, per favore, governanti, non fate come l'opposizione al governo Mussolini che sfilò fuori dall'assemblea per protesta e gli regalò quel poco di potere che ancora gli mancava. Per favore, cittadini, non sfilate per strada in cortei pacifici. Non state in casa a tenervi per mano e a chiedervi "cosa succederà ora?". Non spaccate vetrine per far vedere loro che non ci state. Non formate gruppi di carbonari, non correte dietro agli idealisti. Non date volantini. Non protestate. Se avete famiglia, gente da difendere, scappate dove c'è ancora sanità mentale, per farvi una nuova vita. E se siete da soli, o non avete paura di sacrificare quel po' di pace che riuscireste a trovare chissà dove... usate ogni forza che avete per cancellare dalla faccia della Terra chi vi ha preso la libertà. E' da fascisti (o da anarchici?) credere che l'eliminazione fisica del nemico sia in certi casi l'unica strada per la pace? Che esista un tipo di guerra perfettamente necessaria? Detto in parole povere: non sarebbe stato forse meglio se l'opposizione di cui sopra, dopo l'assassinio di Matteotti, si fosse alzata e avesse fatto a brani, lì e subito, quel mostro di Mussolini e tutti i suoi seguaci, invece di scappare da mandria di bambini inetti che era? Raramente vi fu momento più chiaro nella storia in cui capire chi erano i buoni e chi i cattivi. Ci hanno tanto addestrato a vedere le tonalità di grigio che servono per navigare la vita di tutti i giorni, che ormai non siamo più in grado di distinguere le situazioni in cui bisogna scegliere fra bianco e nero.
Siamo ben chiari: ad aprile noi voteremo per sfumature di grigio. Questa volta, almeno, sarà ancora così. Ma leva qui, costringi là, imponi qua... quanto rimarremo liberi in futuro? Se in un futuro prossimo ci ritrovassimo con le spalle al muro, voi che fareste?


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