
Una persona tira fuori la testa dalla scatola, e gli piace quello che vede.
Poi, disgraziatamente, quello che vede si rivela un'impressione temporanea che deriva dal non essersi tolto la testa dalla scatola da troppo tempo. Ne consegue che, in effetti, la scatola con tutti i suoi difetti è più attraente di dover sopportare lo sbattimento di coglioni di vivere in un mondo senza scatole ma con assolutamente nulla di alcun valore. La persona si rimette la scatola in testa, fortunatamente traforata, e si chiede se prima o poi una buona ragione per farne a meno riuscirà a trovarla.
Non serve uno psicologo ebreo per capire che sto parlando del mio malumore e del mio atteggiamento cinico.
Non ho bisogno di arie di sintomatico mistero.
Ho probabilmente bisogno di un Martini bianco con una fetta di arancia.


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