
| | mercoledì, 30 giugno 2004 Te lo recensico io - Il Silmarillion di J.R.R. TolkienScrivere una recensione del Silmarillion di Tolkien mi dà una sensazione strana. E’ un libro che non tollera pareri e giudizi, è un libro che esiste a modo suo, anzi, non è neppure un libro, e rappresenta una fortissima delusione per chi si aspetta qualcosa come The Hobbit o Lord of the Rings.
Intanto, il Silmarillion ha una caratteristica fondamentale che non va dimenticata durante la lettura: non dovrebbe esistere.
Il figlio di Tolkien, Christopher, è stato per lunghi anni un “consulente letterario” per il proprio eclettico padre, ricevendo via lettera lunghi brani di LOTR, leggendoli così, fra una missione (era allora un aviatore) e l’altra, durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la morte del padre, Christopher ne ereditò anche le carte, le bozze, le noterelle, gli scarti.
Il Silmarillion è infatti frutto dell’opera di adattamento di alcuni di questi scritti, i più lunghi e coerenti. Quindi non è un’opera originale, neppure voluta da Tolkien. Non è dato sapere quanto il figlio abbia modificato (verrebbe da dire “corrotto”) dei pensieri dell’Autore.
Tolkien amava i poemi nordici, il Middle English, l’epica, i miti degli albori, la Bibbia. Tolkien era, tralaltro, un fervente cattolico. Tutto questo, oltre ad un amore sconfinato per il favoloso, per i toni forti e gli assoluti, per il principio della libertà di scelta, traspare visibilmente. La prosa è qui distaccata dalla realtà. Si percepiscono gli animi dietro alle figure tracciate con priorità diverse rispetto ai canoni moderni. Se anche c’è qualcosa di finto, i fili non si vedono. Non viene mai detto ciò che non serve alla storia, l’assurdo non esiste, le regole sono solo quelle morali. Tolkien dipinge un mondo più semplice. I fatti narrati altro non sono se non un intero corpus di leggende che sorreggono l’impalcatura di LOTR. Non è un libro da leggere tutto d’un fiato, ma da leggere con calma, pezzo per pezzo. E nessuno dovrebbe costringerti a farlo... io, personalmente amo le leggende, gli archetipi letterari, e il modo che ha Tolkien di usare la propria lingua, piegandola ai suoi fini senza esserne piegato.
Ovviamente, consiglio la lettura in inglese, e durante un periodo di calma esistenziale. E avverto del pericolo principale: essendo una serie di opere di autoriferimento nata con la necessità dell’autore di dare riferimenti precisi ad un libro che ha messo decenni per essere scritto, ha la tendenza a sparare interi grappoli di personaggi verso il lettore, con il risultato che si tende a fare un po’ di confusione. E con questo ho finito. Passerà qualche altro anno prima che mi rimetta a leggerlo.
postato da RAM_mit, 13:20 | link | commenti (4) Questo per me sarebbe il regalo di compleanno perfetto. 30", Apple, cosa vuoi di più. Riesco a malapena ad immaginare come sarebbe Illustrator con uno di questi...
![]() il prezzo di 3.860€ mi inibisce un poco. Il fatto che serve un G5 e una scheda grafica NVIDIA da 599€ per farlo andare mi inibisce anche di più... e lo fa sembrare più un prototipo che un vero attrezzo, anche se professionale. Forse dovrei rapinare una banca, ma *senza uccidere nessuno* ;-P postato da RAM_mit, 08:04 | link | commenti (1) Accidenti! Il problema con eBay non è vendere... finora l'ho fatto con successo. Il problema è COMPRARE. Non ce la faccio, ogni volta il solito coglione mi frega con un programmino che rilancia a due secondi dalla fine! E io me lo immagino come un lurido nerd sghignazzante...
Purtroppo c'è una cosa che vorrei dal mondo, e posso trovarla solo su eBay. :-(
postato da RAM_mit, 07:53 | link | commenti (1) martedì, 29 giugno 2004 Vorrei che quelli che usano auctionsniper su eBay morissero tutti. Fra atroci sofferenze.
Grazie, adesso avrò un'altra giornata di merda.
postato da RAM_mit, 15:53 | link | commenti (1) Governi BiologiciCome un ladro nella notte, per fare una citazione biblica, il governo Iracheno si è formato e ha restituito la sovranità al proprio stato. Oggi, uno popolo conquistato è diventato uno stato democratico... per la prima volta. E c’è un FORSE grande come un bombardiere dietro. Di fatto, però, si può dire che il Medioriente non abbia mai conosciuto stati democratici come noi, gli occidentali del 2004, potremmo intenderli. Si tratta infatti di paesi antichissimi, con tradizioni secolari, famiglie reali, monarchi assoluti, assemblee religiose e qualche raro dittatore (tipo Saddam). Anzi, si potrebbe sostenere che la dittatura del Raìs sia la cosa più “moderna” che sia mai sbarcata in Medioriente (e qui ci va di diritto un sonoro “sai che culo”).
Sulla democrazia Irachena ci sarebbe già da riempire volumi, e non ha neppure 24 ore. Già l’argomento della sua effettiva esistenza è dubbio, nebbioso. Forze esterne, ed interne ma centrifughe, già insidiano uno stato creato per mano altrui e non generato dal proprio popolo. Eppure i governanti, tanto fortunatamente quanto sfortunatamente, dimostrano uno spirito di indipendenza e di appartenenza alla nazione che è sconosciuto ad altre situazioni di ordinaria crisi mediorientale, come ad esempio quella palestinese. Lasciando perdere il relativismo etico, moda imperante che spesso mi nausea, posso affermare che l’uscita di ieri del neoministro iracheno degli Interni (o era della Difesa? mah...) per quanto angosciante presagisca una forte presa di coscienza del distacco dalle forze della coalizione. Infatti, tale aggraziato personaggio ha reso nota la sua volontà di tagliare testa e mani ai terroristi (fisicamente, badate, non figurativamente. Possibilmente uno per uno, magari con un cucchiaio da dolce, sarei tentato di aggiungere). Certo, nessuno stato occidentale avrebbe mai manifestato un tale pittoresco, coreografico proposito, che tralaltro è un metodo che offre il vantaggio di un alto contenuto simbolico (e noi sappiamo quanto le culture millenarie amino i simboli). “Ecco” dice l’Iracheno. “ora taglio la testa e le mani al mio nemico, cosicchè non possa pensare a come farmi del male, e non abbia più i mezzi per farlo”.
Questo, signori, non è un metodo della Coalizione, questo è Medioriente così puro che sembra (sorpresa, sorpresona!) uscito dalle cronache medioevali. Un’altra prova, come se ce ne fosse bisogno, che non si esporta la propria democrazia, ma al contrario si esportano le idee, e poi i popoli le digeriscono e risputano come vogliono. Molti si lamentano della perdita di identità culturale connaturata al concetto di globalizzazione. Ebbene, non c’è nulla di meno occidental-globalizzato del piacere perverso di ficcare teste sui pali fra i sorrisi incoraggianti degli altri capi-tribù.
Gioite, c’è ancora speranza per un Iraq libero dalla korrotta influenza degli Amerikani.
postato da RAM_mit, 15:22 | link | commenti lunedì, 28 giugno 2004 Sto finendo di rileggere il Silmarillion.
Dove non è necroticamente noioso, è probabilmente un capolavoro assoluto.
postato da RAM_mit, 18:36 | link | commenti (2) Perchè tanta gente in America si arruola.![]() postato da RAM_mit, 11:11 | link | commenti (2) domenica, 27 giugno 2004 Il porto di fucile per l'esercizio del tiro a volo.Io sono in possesso di un porto di fucile per l'esercizio del tiro a volo. Non ho mai sparato un colpo con un fucile a canna liscia in vita mia... non possiedo un fucile a canna liscia, e non sono interessato affatto al tiro a volo (non posso, tralaltro, permettermi un' ENNESIMA mania). Quello che a me piace fare, in ambito oplologico, è afferrare una pistola senza troppi fronzoli e usarla per sparare alla carta, o ben che mi vada, a bersagli metallici in movimento. Il mio porto d'armi, in assenza di un porto d'armi sportivo vero e proprio(che non esiste), mi permette giustamente di comprare ogni tipo di arma non da guerra, pur essendo un documento nato per sparare ai piattelli, e basta.
Ultimamente ci sono dei coglioni in parlamento e fuori da esso che "pretendono di sapere" come mai tante persone con un permesso per praticare il tiro a volo (=al piattello) comprino kalashnikov (ovviamente non automatici), pistole o fucili di precisione, e chi più ne ha più ne metta.
A parte il fatto che lo stesso si può fare con la licenza di caccia o il porto difensivo, vorrei ricordare a simili ignoranti che un fucile cal. 12 a canna liscia, arma utilizzata appunto per insidiare feroci piattelli di creta, è totalmente indistinguibile tanto da un fucile a pompa, tanto dalla doppietta con la quale nonno dava la caccia ai tordi (se non per il fatto che il pompa ha un modo diverso di alimentazione dei colpi, e un serbatoio per tenerceli). Un'arma simile causa danni piuttosto seri se utilizzata contro un essere vivente, che possono includere persino la scomparsa di varie parti ritenute dai più piuttosto importanti, tipo la faccia.
Difatti un'arma simile è forse il meglio che si possa desiderare per la difesa abitativa.
Tra i vari tipi di arma da fuoco, lunga, corta, a canna rigata o liscia, il risultato su un uomo non cambia (morte, o ferite), cambia soltanto il metodo di operazione. Certo, se quando pensi alle armi, pensi solo a morti, feriti e film di Michael Moore cerchi di aggrapparti a qualunque apparente appiglio, anche a costo di fare la figura del coglione. Del resto, lo scopo della tua esistenza è opprimere i cattivi fanatici delle pistole. Ma si dà il caso che noi possessori di armi legali siamo tutti gente provatamente onesta (la questura ha fatto un'indagine sul mio passato prima di rilasciarmi il porto, sugli altri cittadini di base ciò non avviene). Che in 50 anni di burocratizzazione del mercato delle armi (prima non esisteva, si poteva comprare armi liberamente come in America) noi appassionati non abbiamo fatto nessuna strage che sia una (quella di un anno fa a Milano riguardava una persona che aveva ottenuto il porto d'armi in maniera totalmente contro la legge). E infine, che chi vuole un'arma per commettere un crimine non va certo a farsi le relative carte in questura, ma la compra a un paio di slavi che magari ti svendono un AK-47(questa volta automatico) per 100 sacchi.
Insomma, questa ricerca "filologica" sul significato di "Tiro a Volo" è solo una scusa per opprimere ancora di più chi è onesto, e ha pagato con soldi e tempo per un hobby costoso ma innocuo, e che si ritrova avvinto in una legislazione bizantina e frammentaria. Se infatti esistesse un "porto d'armi sportivo", non ci sarebbe stata nessuna necessità da parte del legislatore di ampliare il porto di fucile per tiro a volo, atto volto a colmare un vuoto normativo. Questa estensione è stata un atto statale, non certo un tentativo di noi cittadini di aggirare la legge. Del resto come potremmo mai? Siamo solo delle vittime. Che i signori parlamentari sparino meno cazzate... e che si ficchino in testa che modificare invece di rinnovare fa certamente risparmiare tempo, ma talvolta, come ora, genere quel tipo di confusione che i soliti imbecilli non sono in grado di decifrare.
postato da RAM_mit, 13:35 | link | commenti questa è l'icona che sto attualmente usando. Come opera è molto semplice, ma mi soddisfa, se non altro perchè ho imparato i do's and don'ts del mondo delle icone...
purtroppo è un'opera insostenibilmente cagona! Dai... dorata, alloro, sfumature.
Tralaltro, l'illuminazione è diversa dalle altre icone di Panther :-( postato da RAM_mit, 08:31 | link | commenti sabato, 26 giugno 2004 la soddisfazione che mi ha dato riuscire a pubblicare queste due immagine è quasi imbarazzante. Uno sforzo degno di una saga nordica le ha precedute, e devo dire che non sono certo stato aiutato dalla "console" di splinder, ma ho dovuto sperimentare fino ad arrivare ad una soluzione!
Ciò salva la mia giornata, che altrimenti avrei vissuto come un coglionazzo, dato un mio errore cautelativo ma magistrale in un altro genere di campo!
Questa è il mio primo tentativo di icona. Ovviamente è una pura prova, in quanto ha linee troppo sottili per essere considerata utilizzabile La seconda, invece, è già meglio. Purtroppo non è abbastanza alta per essere vista bene in 48x48 pixel! L'ombra è tagliata perchè l'ho salvata alla "genitale di segugio". postato da RAM_mit, 17:02 | link | commenti |